17° TAPPA VUELTA ESPAÑA: OGGI MI ASPETTAVO BERNAL E LUI NON MI HA DELUSO. ROGLIC È FANTASTICO

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17° tappa della Vuelta, una delle più dure, una delle più belle. Fino a questo punto, ed è già tardi, i corridori hanno quasi scherzato. In maglia roja c’è tal Eiking, vichingo della Intermarché-Wanty-Gobert, che ancora vive di rendita per una fuga bidone nella prima settimana, ma anche grazie a buone gambe forse sottovalutate.

Roglič ha dimostrato di essere il più forte e di aver rinunciato alla maglia di proposito, ma siamo nella terza, maledetta (per lui) settimana. Dietro di lui i due della Movistar, un Mas finalmente all’altezza delle promesse e il mai domo e mai vincente Lopez, scalpitano. Più staccato Egan Bernal, che però sembra in crescita di condizione.

Proprio da Bernal oggi mi aspetto un numero da fuoriclasse qual è. A uno come lui, vincitore del Tour e del Giro, arrivare quarto, ma forse anche secondo, non interessa. Deve provare a far saltare il banco con il rischio di saltare lui.

Passano i km, passano le salite e non succede nulla a parte qualche uomo in avanscoperta. Bernal mette davanti Sivakov a tirare, mentre Van Baarle (sempre Ineos) è in un gruppetto davanti. Egan ha apparecchiato, ma ancora non è ora di mangiare. Eiking perde le ruote da oltre trenta corridori, finisce a 100km dal traguardo e sulla prima vera asperità di giornata il sogno del vichingo. Rientrerà in discesa, ma è destinato a staccarsi di nuovo e ad arrivare al traguardo con un bel distacco.

Intanto un bell’attacco di Landa che con un rapporto alla Ganna esce dal gruppo e si riporta facilmente sui primi. Bravo Mikel. Ma in gruppo oggi il ritmo è sempre alto per fare la corsa dura, sarà difficile per la fuga arrivare.

Dopo una discesa bagnata si riprende la stessa salita appena fatta. Ora dico, non essendo negli Emirati Arabi, era proprio necessario? Sono stato in Spagna diverse volte e ci sono salite ovunque, anche dove non dovrebbero esserci. Comunque stavolta la prendono forte forte, con Tom Pidcock, medaglia d’oro a Tokyo nella MTB, che fa da subito un forcing pazzesco ma dura poco, e Sivakov torna in testa. Tra poco tocca a te, Egan. Il gruppo torna compatto e la maglia rossa si stacca subito. Ciao e grazie.

E accade. Ai -61 parte Bernal, seguito solo da Roglič. A distanza si vede Lopez, a bagnomaria, e poi un buco fino al gruppo tirato dalla Bahrain. Tiene per ora il filosofo Martin, secondo in classifica stamattina. Roglič non dà un cambio, Bernal va forte e scollinano con circa 45 secondi di vantaggio sul gruppetto superstiti che ha risucchiato Lopez, la maglia roja perde già 1.50.

Bernal guida nella discesa bagnata e va forte. Esagera a una curva ma sta in piedi; Roglič si ritrova davanti e imposta due curve a modo suo, e bastano a Bernal per capire che è meglio che torni davanti lui. Cadono Eiking e Vlasov nel tentativo di recuperare. Sembra che il russo non possa proseguire. Piove sulla corsa, nei tratti in falsopiano Roglič si mette davanti e i due straordinari fuggitivi guadagnano terreno.

AI -40 i due hanno circa 1.35 di vantaggio sul gruppo, ai -32 il vantaggio sale a 2 minuti, ai -25 siamo a 2.10. Che meraviglia vedere questi due campioni lì davanti. Poi dietro si rendono conto di essere in 15, si mettono un po’ d’accordo e iniziano a tirare a turno, e il vantaggio inizia a scendere. Arrivano all’ultima salita, ai -12, con circa un minuto e mezzo di vantaggio.

Sull’ultima salita perde contatto Martin. Ai -7 Bernal non ce la fa più e si stacca! Primoz Roglič rimane da solo. Dal gruppo escono Lopez, Kuss e Yates, ma vengono presto riassorbiti da Haig, Mas e altri tirati da un esemplare Gino Mader. Roglič sale, a differenza del solito, con un rapporto molto lungo.

Ai -4 Primoz ha già preso 1 minuto su Egan, che mantiene circa 50 secondi sul gruppetto dei migliori, da cui parte molto deciso Mas, ma non sembra in grado di fare la differenza. Ai -2 i membri del gruppetto iniziano a vedere il fondoschiena di Bernal, che oggi è stato forte e coraggioso, ma ha trovato un avversario più forte.

Roglič vince alla grande, spingendo fino all’ultimo centimetro e con urlo finale. Dopo 1.34 arriva Kuss che vince la volata su Kuss, Lopez, Mas, Haig e Bernal.

Che tappa.

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