PENSAVO DI AVERCELA FATTA, MA MUSEEUW MI SUPERÓ SULL’ULTIMO STRAPPO

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Mancavano poche centinaia di metri al traguardo, dopo una giornata infernale. Freddo, fango, persino una caduta. Ero sullo strappo del Santa Caterina, lastricato con punte fino al 16%. Il fondo era bagnato, cercavo di salire regolare, vedevo già la curva verso destra che mi avrebbe portato sulla leggera discesa fino a Piazza del Campo: l’arrivo delle Strade Bianche.

Ce l’avevo quasi fatta. La gente assiepata oltre le transenne gridava. All’improvviso, un crampo lancinante alla coscia destra. Non potevo fermarmi proprio in quel momento, così mi alzai sui pedali, sperando che il cambio di posizione attenuasse il dolore. Fu così, ma la ruota posteriore iniziò a slittare e rischiai di cadere. Misi il piede a terra.

Proprio in quel momento Johan Museeuw, vincitore di tre Parigi Roubaix, tre Giri delle Fiandre e un campionato del mondo, mi superò in scioltezza, mentre io dovetti spingere la mia bici fino alla cima della salita.

Questa storia è vera o falsa?

Prima di svelarlo, cambiamo per un attimo contesto. Immagina di essere un tifoso della Roma. Stai giocando a calcetto con i tuoi colleghi, è mercoledì sera. A un certo punto, una figura che ti sembra familiare arriva, appoggia la borsa a bordo campo ed entra in campo: è Francesco Totti. Francesco si smarca, ti passa la palla, tu segni e ti dà il cinque. 1-0.

Quale di queste due storie ti sembra più verosimile? Considerando che io non ho mai corso in bicicletta in tutta la mia vita e che mai uno come Totti si unirebbe a un calcetto tra colleghi, diresti nessuna delle due.

Eppure, la prima è successa veramente e questa è solo una delle meraviglie del ciclismo. Non solo non giocherai mai con Totti, ma neppure potrai mai mettere piede sul prato dello Stadio Olimpico, mentre puoi, in qualsiasi momento, salire con la tua bicicletta sullo Stelvio, sul Mortirolo, sull’Alpe d’Huez, e confrontare le tue prestazioni con quelle dei grandi campioni.

L’episodio che ho raccontato è successo durante la GF Strade Bianche del 2017. Ovviamente io stavo facendo il percorso corto mentre Museeuw, che partecipò a quell’edizione insieme ad altri campioni, arrivava dal percorso lungo. Solo per questa coincidenza siamo giunti al traguardo praticamente insieme.

Se sei fortunato, come lo sono stato io, puoi incontrare ex professionisti durante una Granfondo. Molto più facile incontrare i corridori della tua zona durante un allenamento e magari provare a stargli a ruota per qualche chilometro. Oppure, ci pensa Strava a incrociare i tuoi tempi su alcuni segmenti con gli altri cicloamatori e con i professionisti.

Non è solo una questione di agonismo e competizione, componenti che difficilmente vengono a mancare quando si sale su una bicicletta: è la sensazione di essere parte della storia sportiva, condividendo la fatica con i campioni del passato. Perchè anche Pantani sul Mortirolo faceva una gran fatica, pur andando il doppio.

E quando nel 2015, con il gruppo Retour, abbiamo ripercorso le strade che i bersaglieri ciclisti battevano durante la Grande Guerra, mi sono sentito parte anche della storia in senso lato.

Ma questa è un’altra storia, che vi racconterò presto. E comunque, a Siena tornerò il 12 di Settembre, e quell’ultima salita voglio farla in bicicletta.

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