NON C’È NESSUNO COME WOUT VAN AERT

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Calmi. Non sto dicendo che è il più forte di sempre, anche se, sotto certi punti di vista, non sarebbe una totale eresia azzardare che un giorno possa diventarlo.

Sto dicendo che io non ho mai visto né sentito parlare di un ciclista così: campione del mondo di ciclocross, vice-campione del mondo su strada sia a cronometro che nella prova in linea, vincitore di classiche del nord (ultima della fila la Amstel Gold Race di pochi giorni fa), vincitore della Milano Sanremo e delle Strade Bianche, vincitore di tappe in grandi e piccoli giri, eccetera eccetera. E ha solo 26 anni.


Lo scorso anno, al Tour de France, come gregario di Roglič, lavorava come un pazzo in pianura e poi andava a fare la volata contro i migliori velocisti del mondo che erano stati al coperto per tutto il giorno, e li batteva. Poi, nelle tappe di salita, eccolo di nuovo lì, a 2000 metri di altitudine, a mettere tutti in fila scandendo il ritmo del gruppo. Quando il suo lavoro si esauriva tirava i remi in barca, ma la critica è concorde nel dire che sarebbe potuto entrare nei primi 10 della classifica se ci avesse provato. In molte delle salite più dure, infatti, ha tenuto molto meglio di scalatori e capitani blasonati di altre squadre.

Quest’anno, alla Tirreno Adriatico, ha esordito come capitano in una corsa a tappe di una settimana, vincendo due tappe, una in volata e una a cronometro, e arrivando secondo nella generale dietro solo al vincitore del Tour del France 2020 Tadej Pogačar.

Ora vi sfido: ve lo ricordate uno così?

Io sono nato Bugnista ed è grazie a Gianni Bugno che mi sono avvicinato al ciclismo. Bugno era un corridore eccezionalmente completo, ma a cronometro, pur andando forte, prendeva minuti da Indurain e, seppur molto veloce, le volate di gruppo non le faceva e mai avrebbe potuto battere uno come Cipollini. Van Aert invece è in grado di battere Ganna a cronometro e Sam Bennett in volata.

Se prendiamo i dati del 2021 sono impressionanti: ha corso finora 14 corse su strada e se escludiamo la tappa della Tirreno dove è arrivata la fuga, è sempre arrivato tra i primi 11, vincendo 3 volte e arrivando 5 volte sul podio. 8 podi in 14 gare, tra cronometro, volate, classiche e arrivi in salita. Ricordiamoci, come dice giustamente il buon Mark Cavendish, che il 95% dei corridori non ha mai vinto una corsa in vita sua e facciamo le nostre considerazioni.

Tornando alla provocazione iniziale, sarebbe assurdo dire che un corridore così potrebbe essere considerato il più forte di sempre?

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